Roma la conosciamo tutti per quello che ha dentro le mura: i monumenti, le piazze, la storia che ci aspetta a ogni angolo. Ma c’è un’altra Roma, quella che comincia dove finisce il traffico, e che pochi scoprono davvero, soprattutto i turisti. Questa città sorprende anche quando voltiamo le spalle per un secondo: basta allontanarsi dal centro per ritrovarsi a vivere in scenari unici, boschi silenziosi, vallate scavate dall’acqua, panorami che tolgono il fiato.
Il trekking a Roma è quindi un modo per riscoprire il territorio, oltre la classica definizione di “città eterna”. E il bello è che non serve essere esperti o avere chissà quale preparazione: nel Lazio troviamo sentieri per ogni livello, dai principianti assoluti a chi fa trekking da sempre.
Trekking a Roma: lasciare la città senza allontanarsi davvero
Non sono molti i posti al mondo dove è possibile passare in un’ora dal caos urbano al silenzio di un bosco. Basta una mattina libera, le scarpe giuste e il desiderio di metterci alla prova, perché possiamo partire alla scoperta dei Monti Lucretili, Valle dell’Aniene, Parco di Veio, Colli Albani. Dai sentieri tranquilli e ombreggiati per staccare la spina, fino a quelli che ripagano ogni sforzo per il panorama alla fine del percorso: c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
E poi c’è una sorpresa nella sorpresa: il trekking urbano. Anche dentro la città, tra parchi storici, ville monumentali e aree verdi che neanche immaginiamo, si può camminare e scoprire. È una forma di esplorazione molto in tendenza, per chi non ha tempo di uscire dal raccordo ma vuole comunque concedersi una camminata rigenerante.
Il territorio come esperienza culturale: ogni sentiero racconta un pezzo del Lazio
Ogni cammino, se vissuto con le persone giuste, diventa un piccolo viaggio dentro la storia e la geografia della regione. Il Lazio racconta una diversità che va vissuta: un borgo aggrappato alla roccia, un bosco di faggi che cambia colore con le stagioni, una gola di tufo, un lago nato da un vulcano.
A interpretare il bisogno di ritrovarsi tutti insieme a contatto con la natura e le meraviglie di Roma è stato Social Trek, dove ogni percorso è scelto per mostrare un volto della regione, per legare il movimento alla scoperta. Si cammina, certo, ma intanto si impara, si guarda, si entra in contatto con luoghi che la maggior parte delle persone non sa nemmeno esistano a un passo da casa. Il Lazio, da questo punto di vista, è una miniera. Natura, storia, biodiversità, e tutto a portata di mano.
Camminare in gruppo: la dimensione sociale che cambia l’escursione
Il nome non è casuale. “Social Trek” mette al centro proprio la parola social, ma nel senso più vero e meno virtuale del termine. Oggi le relazioni passano sempre più spesso da uno schermo, dai messaggi freddi dei social network, e c’è qualcosa di profondamente diverso nel ritrovarsi a camminare fianco a fianco con persone in carne e ossa.
Un passo dopo l’altro, ci si prende una pausa dalla corsa di tutti i giorni, per riscoprire un modo più attento di osservare ciò che ci circonda, per respirare l’ambiente naturale con una mente più libera dai pensieri. E lungo la strada capita di legare con individui lontanissimi tra loro per generazione, abitudini, storie personali, tenuti insieme soltanto dal medesimo ritmo e dalla stessa passione.
Social Trek è germogliato proprio da questa esigenza. Le proposte di trekking ed escursioni a Roma firmate Social Trek sono condotte da guide formate, che rinnovano ogni anno la propria preparazione tecnica con appositi corsi. A ciascuna camminata partecipa sempre una figura abilitata al primo soccorso, perché poter contare su chi sa intervenire nel momento del bisogno cambia tutto, soprattutto per chi parte con un po’ di timore. I tracciati sono studiati nei dettagli, l’andatura si adatta a chi compone il gruppo.
Un’occasione per volersi un po’ di bene, ammirare angoli stupendi e fare nuove conoscenze, il tutto in un’unica camminata. E magari per renderci conto che la meraviglia si trovava proprio lì da sempre, a due passi da noi, solo che non l’avevamo mai notata e non sapevamo nemmeno di poterla cercare.
